Gli additivi alimentari: cosa sono, come li riconosco, sono nocivi per la salute?

26.09.2018 14:46

Cosa sono gli additivi alimentari?

Nell’Unione Europea gli integratori alimentari sono disciplinati come gli alimenti. Ad essere normati, infatti, non sono solo le vitamine e i minerali, ma anche le sostanze che possono essere impiegate nella loro produzione. Tutte le sostante note o sospettate di avere effetti nocivi sulla salute sono sottoposte a delle severe limitazioni al fine di proteggere i consumatori da potenziali rischi per la salute.

 “per additivo alimentare si intende qualsiasi sostanza, normalmente non consumata come alimento, […] aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari, per un fine tecnologico, nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti […]”.

Ministero della Salute (vedi anche: Regolamento (CE) n. 1333/2008).

L’autorizzazione all’utilizzo di un additivo alimentare avviene se soddisfa i seguenti requisiti:

  • il tipo d’impiego proposto non pone problemi di sicurezza per la salute dei consumatori sulla base dei dati scientifici disponibili
  • il suo impiego può essere ragionevolmente considerato una necessità tecnica cha non può essere soddisfatta con altri mezzi. Anche se ritenuto non nocivo, quindi, l’additivo non è viene consentito se non è necessario.
  • il suo impiego non induce in errore e comporta vantaggi per il consumatore.

L’utilizzo di questi additivi è rigidamente regolamentato e sottoposto ad un controllo costante, con continue revisioni e valutazioni delle sostanze utilizzate. È l’EFSA (European Food Safety Authority) l’organizzazione volta a valutare e garantire la sicurezza degli additivi alimentari prima della loro autorizzazione.

Quali sono gli additivi autorizzati?

Gli additivi ed eccipienti sono classificati dall’Unione Europea in base alla funzione che possono svolgere all’interno degli alimenti. Queste sostanze sono generalmente contraddistinte da una sigla univoca (la lettera E + un numero di tre/quattro cifre) che li identifica a livello europeo e che permette di riconoscere in qualche categoria sono raggruppati. La prima cifra del codice è infatti uguale per tutti gli additivi appartenenti alla medesima categoria. Qualsiasi additivo o eccipiente utilizzato deve essere chiaramente indicato in etichetta.

La legislazione attuale prevede ben 26 categorie:

  1. Edulcoranti: sono sostanze utilizzate per conferire un sapore dolce agli alimenti.
  2. Coloranti: sono sostanze che conferiscono un colore a un alimento o ne restituiscono la colorazione originaria, e includono componenti naturali degli alimenti e altri elementi di origine naturale, normalmente non consumati come alimento né usati come ingrediente tipico degli alimenti. Sono coloranti ai sensi del presente regolamento le preparazioni ottenute da alimenti e altri materiali commestibili di base di origine naturale ricavati mediante procedimento fisico e/o chimico che comporti l’estrazione selettiva dei pigmenti in relazione ai loro componenti nutritivi o aromatici.
  3. Conservanti: sono sostanze che prolungano la durata di conservazione degli alimenti proteggendoli dal deterioramento provocato da microorganismi e/o dalla proliferazione di microorganismi patogeni.
  4. Antiossidanti: sono sostanze che prolungano la durata di conservazione degli alimenti proteggendoli dal deterioramento provocato dall’ossidazione, come l’irrancidimento dei grassi e le variazioni di colore.
  5. Supporti: sono sostanze utilizzate per sciogliere, diluire, disperdere o altrimenti modificare fisicamente un additivo alimentare, un aroma, un enzima alimentare, un nutriente e/o altre sostanze aggiunte agli alimenti a scopo nutrizionale o fisiologico senza alterarne la funzione (e senza esercitare essi stessi alcun effetto tecnologico) allo scopo di facilitarne la manipolazione, l’applicazione o l’impiego.
  6. Acidificanti: sono sostanze che aumentano l’acidità di un prodotto alimentare e/o conferiscono ad esso un sapore aspro.
  7. Regolatori di acidità: sono sostanze che modificano o controllano l’acidità o l’alcalinità di un prodotto alimentare.
  8. Antiagglomeranti: sono sostanze che riducono la tendenza di particelle individuali di un prodotto alimentare a aderire l’una all’altra.
  9. Agenti antischiumogeni: sono sostanze che impediscono o riducono la formazione di schiuma.
  10. Agenti di carica: sono sostanze che contribuiscono ad aumentare il volume di un prodotto alimentare senza contribuire in modo significativo al suo valore energetico disponibile.
  11. Emulsionanti: sono sostanze che rendono possibile la formazione o il mantenimento di una miscela omogenea di due o più fasi immiscibili, come olio e acqua, in un prodotto alimentare.
  12. Sali di fusione: sono sostanze che disperdono le proteine contenute nel formaggio realizzando in tal modo una distribuzione omogenea dei grassi e altri componenti.
  13. Agenti di resistenza: sono sostanze che rendono o mantengono saldi o croccanti i tessuti dei frutti o degli ortaggi, o che interagiscono con agenti gelificanti per produrre o consolidare un gel.
  14. Esaltatori di sapidità: sono sostanze che esaltano il sapore e/o la fragranza esistente di un prodotto alimentare.
  15. Agenti schiumogeni: sono sostanze che rendono possibile l’ottenimento di una dispersione omogenea di una fase gassosa in un prodotto alimentare liquido o solido.
  16. Agenti gelificanti: sono sostanze che danno consistenza ad un prodotto alimentare tramite la formazione di un gel.
  17. Agenti di rivestimento: sono sostanze che, quando vengono applicate alla superficie esterna di un prodotto alimentare, gli conferiscono un aspetto brillante o forniscono un rivestimento protettivo.
  18. Agenti umidificanti: impediscono l’essiccazione degli alimenti;
  19. Amidi modificati: ottenuti per trattamento di amidi alimentari, possono aver subito un trattamento fisico o enzimatico e essere acidi o alcalini, diluiti o bianchiti;
  20. Gas d’imballaggio: sono gas differenti dall’aria introdotti in un contenitore prima, durante o dopo il confezionamento del prodotto.
  21. Propellenti: gas differenti dall’aria che espellono il prodotto alimentare da un contenitore.
  22. Agenti lievitanti: sostanze o combinazioni di sostanze che liberano gas e aumentano quindi il volume di un impasto o di una pastella.
  23. Agenti sequestranti: sostanze che formano complessi chimici con ioni metallici.
  24. Stabilizzanti: sono sostanze che rendono possibile il mantenimento dello stato fisico-chimico di un prodotto alimentare; gli stabilizzanti comprendono le sostanze che rendono possibile il mantenimento di una dispersione omogenea di due o più sostanze immiscibili in un prodotto alimentare, le sostanze che stabilizzano, trattengono o intensificano la colorazione esistente di un prodotto alimentare e le sostanze che aumentano la capacità degli alimenti di formare legami, compresa la formazione di legami incrociati tra le proteine tale da consentire il legame delle particelle per la formazione dell’alimento ricostituito.
  25. Addensanti: sono sostanze che aumentano la viscosità di un prodotto alimentare.
  26. Agenti di trattamento delle farine: aggiunti a farine o impasti per migliorarne le qualità di cottura.
100-199
Coloranti
100-109 – gialli
110-119 – arancione
120-129 – rossi
130-139 – blu e violetti
140-149 – verdi
150-159 – marroni e neri
160-199 – altri
200-299
Conservanti
200-209 – sorbati
210-219 – benzoati
220-229 – solfuri
230-239 – fenoli e formiati
240-259 – nitriti e nitrati
260-269 – acetati
270-279 – lattati
280-289 – propionati
290-299 – altri
300-399
Antiossidanti e correttori di acidità
300-309 – ascorbati (vitamina C)
310-319 – gallati e eritorbati
320-329 – lattati
330-339 – citrati e tartrati
340-349 – fosfati
350-359 – malati e adipati
360-369 – succinati e fumarati
370-399 – altri
400-499
Addensanti, stabilizzanti ed emulsionanti
400-409 – alginati
410-419 – gomma naturale
420-429 – altri agenti naturali
430-439 – derivati del poliossietilene
440-449 – emulsionanti naturali
450-459 – fosfati
460-469 – derivati della cellulosa
470-489 – derivati degli acidi grassi
490-499 – altri
500-599
Regolatori di acidità e antiagglomeranti
500-509 – acidi e basi inorganiche
510-519 – cloruri e solfati
520-529 – solfati e idrossidi
530-549 – sali dei metalli alcalini
550-559 – silicati
570-579 – stearati e gluconati
580-599 – altri
600-699
Esaltatori di sapidità
620-629 – glutammati
630-639 – inosinati
640-649 – altri
900-999
Vari
900-909 – cere
910-919 – glasse
920-929 – agenti ausiliari
930-949 – gas per confezionamento
950-969 – dolcificanti
990-999 – schiumogeni
1100-1599
Altri prodotti
Sostanze che non rientrano nelle classificazioni sopra indicate

È importante sottolineare che alcune sostanze, nonostante siano indicate con sigle e termini specifici, sono normalmente presenti negli alimenti e alcune sono anche di origine vegetale. La sigla E300, per esempio, è l’acido ascorbico, altresì noto come Vitamina C.
Inoltre, mentre per alcuni additivi è fissata una dose giornaliera accettabile espressa in mg per kg di peso corporeo per giorno, per altri non vi è un limite alla quantità massima utilizzabile.

Alcuni additivi sono nocivi, ma quali? Eccone alcuni!

Leggere attentamente e comprendere le etichette, soprattutto alimentari, è fondamentale per evitare additivi nocivi per la salute. Ovviamente il rischio non sta nell’assunzione di un singolo alimento contenente questa tipologia di eccipienti, bensì nell’accumulo nell’organismo di queste sostanze. Per questo vi rimandiamo ad Altroconsumo che ha creato una banca dati con tutti gli additivi alimentari che possono causare allergie o ipersensibilità. Per ognuno di loro c’è anche un giudizio di Altroconsumo sui possibili effetti dannosi.

Alcuni esempi?

I parabeni sono i conservanti sintetici più economici e diffusi al mondo. Vengono impiegati per impedire la proliferazione batterica in prodotti alimentari, farmaceutici e di cura personale. Nell’industria alimentare, in particolare, i principali parabeni sono metilparabene (E214), etilparabene (E215), propilparabene (E218) e benzilparabene (E219). L’utilizzo di questi additivi è giustificato in alcuni casi precisi. Tuttavia, è riconosciuto che possa provocare reazioni allergiche, come una parestesia (alterazione della sensibilità) a livello della bocca. Studi su animali hanno evidenziato che può essere un vasodilatatore, ma solo in dosi non ingerite abitualmente. Tra quelli proibiti compaiono anche E216 e E 217 a base di propilparabene.

I nitrati e i nitriti (Nitrito di potassio E249, Nitrito di sodio E250, Nitrato di sodio E251, Nitrato di potassio E252), nonostante siano sostanze naturalmente presenti negli alimenti animali, vegetali e nell’acqua, possono essere aggiunti come additivi agli insaccati e, talvolta, anche in prodotti caseari, per stagionare e conservare la carne oltre che a migliorarne il colore e il gusto. Nel giugno 2017 l’EFSA rivalutato la sicurezza dei sali di sodio e potassio dei nitriti (da E249 a E250) e dei nitrati (da E251 a E252), concludendo che la formazione nell’organismo di nitrosammine da nitriti aggiunti ai prodotti a base di carne nei livelli autorizzati non costituisce un problema rilevante per la salute umana, nonostante siano dei composti potenzialmente cancerogene. Il nitrato di potassio (E252), ad esempio, sempre secondo la banca dati di Altroconsumo, è un conservante che può avere un effetto vasodilatatore e ipertensore (aumenta la pressione). Libera istamina, una sostanza che può provocare reazioni allergiche. Può portare alla formazione di nitrosammine, sostanze potenzialmente cancerogene e alla distruzione delle vitamine A, B1 e B2. Tossico principalmente per i neonati.

I coloranti alimentari (E100-E199), ampiamente presenti in caramelle e dolciumi, snack, bibite gassate e prodotti per la colazione, hanno molteplici aspetti critici a loro legati.  Come la maggior parte dei coloranti, il Blu Brillante FCF (E133) è sospettato di causare iperattività nei bambini e, in concentrazioni elevate, può portare a sedimentazioni a livello renale e dei vasi linfatici. La Tartrazina (E102), ad esempio, è il colorante che causa più reazioni allergiche (crisi d asma, orticaria, dermatiti, eczema), soprattutto nelle persone asmatiche, in quelle intolleranti all’acido acetilsalicilico (principio attivo dell’aspirina) o che soffrono di orticaria. Può contenere residui di sostanze cancerogene. Ha una sospetta influenza negativa sull’attività e attenzione dei bambini. Al colorante Biossido di titanio (E171), invece, che può essere contenuto in quasi tutte le categorie di alimenti, in particolare pasta di pesce e crostacei, crostacei precotti, surrogati di uova di pesce a base di alghe, sono stati associati potenziali effetti cancerogeni.

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